SOS - Siccità in Sicilia: Un'Emergenza Idrica Inaudita

La Sicilia, regione di incommensurabile bellezza, è attualmente alle prese con una crisi idrica di proporzioni inaudite. 

La prolungata assenza di precipitazioni ha spinto la Giunta regionale a proclamare uno stato di emergenza nel settore dell'approvvigionamento idrico, che resterà in vigore fino al 31 dicembre 2024.

L'aridità che affligge la Sicilia non mostra segni di cedimento. 

Lo stato di emergenza nel settore dell'approvvigionamento idrico è stato esteso a sei province: Agrigento, Caltanissetta, Enna, Messina, Palermo e Trapani

Questo rappresenta il quarto anno consecutivo in cui le precipitazioni sono rimaste al di sotto della media storica.

In un disegno di legge varato il 18 aprile 2024, e che presto sarà all'esame dell'Ars, la Giunta regionale ha disposto aiuti per l'acquisto di foraggio e mangimi, ma anche per le analisi degli animali necessarie per effettuare la transumanza

Quasi 16 milioni di euro per affrontare la crisi idrica e per sostenere il settore agricolo: è questo il primo stanziamento antisiccità della Regione Siciliana, previsto nel disegno di legge "Disposizioni finanziarie varie" approvato ieri, 18 aprile 2024, dalla Giunta regionale e che sarà trasmesso a breve all'Assemblea Regionale Siciliana per la discussione e l'approvazione.

Per quanto riguarda l'emergenza siccità, il Ddl predisposto dalla Giunta guidata dal presidente e assessore all'Agricoltura ad interim Renato Schifani, prevede la costituzione di un fondo al Dipartimento regionale della Protezione Civile da 9 milioni di euro per gli interventi immediati conseguenti alla dichiarazione di stato di crisi, mentre si attende dal Governo la dichiarazione di stato di emergenza nazionale.

Inoltre, circa 6,9 milioni di euro sono invece previsti per sostenere il settore agricolo, e comprendono 5,4 milioni di stanziamenti e minori introiti per 1,5 milioni. In Sicilia la siccità sta compromettendo i raccolti e vivo è da mesi l'allarme nelle campagne, anche in quegli areali serviti dal servizio irriguo. Ma a soffrire di più è il comparto zootecnico, al quale sono dedicate le tre misure varate dalla Giunta regionale siciliana ieri.

In particolare, 5 milioni serviranno per i contributi alle aziende di allevamento per l'acquisto di foraggio e per l'approvvigionamento idrico per gli animali, dato che i pascoli abituali risultano bruciati e le fonti alle quali normalmente si fa ricorso risultano ora in secca.

Altri 400mila euro di spesa andranno a copertura dei costi degli esami di laboratorio e delle spese veterinarie sostenute dagli allevatori che praticano la transumanza di bovini all'interno del territorio regionale.

Infine, è previsto l'esonero dal pagamento del canone dovuto per l'uso dei pascoli del demanio forestale, un provvedimento che comporterà alla Regione minori introiti per 1,5 milioni di euro.

Il tutto accade mentre il livello degli invasi siciliani a marzo 2024 langue a poco meno di 300 milioni di metri cubi, il dato peggiore dal marzo 2010, un livello di poco inferiore a quello del marzo 2018, stando alle elaborazioni dell'Anbi nazionale su dati dell'Autorità di Bacino della Regione Siciliana.

L'assenza di acqua ha avuto ripercussioni devastanti sull'agricoltura. Mesi di siccità hanno portato alla perdita di interi raccolti. Senza acqua, frutta e ortaggi non possono sopravvivere, il grano non cresce, l'assenza di pascolo rende insostenibili i costi di mantenimento del bestiame e molte aziende agricole sono state costrette a cessare le loro attività.

La cabina di regia regionale per l’emergenza idrica ha individuato le prime soluzioni. 

La riunione presso Palazzo d’Orlèans ha posto sul tavolo:

nuovi pozzi;

rigenerazione di altri pozzi;

rigenerazione di sorgenti esistenti;

pulizia delle traverse dei corsi d’acqua;

dissalatori mobili;

piccoli interventi per il ripristino delle autobotti comunali.

La cabina di regia sta mettendo a punto un piano di interventi, da inviare al governo centrale di Roma con i relativi costi. Si mira a dare respiro agli operatori del settore agricolo soprattutto, nella speranza di poter ottenere anche deroghe per l’uso dei fondi del Psr, dichiarando lo stato d’emergenza nazionale.

Per far fronte a questa crisi, la Regione siciliana ha nominato il segretario generale dell’Autorità di bacino del distretto idrografico della Sicilia, con il compito di individuare e attuare tutte le misure necessarie per superare la fase più critica.

 Queste misure sono state estese a tutte le province colpite dalla siccità e includono:

1. Monitoraggio delle risorse idriche: Questo processo implica la raccolta e l'analisi dei dati sulle risorse idriche disponibili.

2. Individuazione di altre fonti di approvvigionamento: Questo può includere la ricerca di nuove sorgenti d'acqua o l'uso di tecnologie come i dissalatori per convertire l'acqua salata in acqua dolce.

3. Riduzione delle perdite: Questo può comportare la riparazione delle infrastrutture idriche esistenti per ridurre la quantità di acqua che si perde attraverso le perdite.

4. Interconnessione tra le condotte degli invasi: Questo permette di spostare l'acqua da aree con risorse idriche abbondanti a quelle con risorse idriche scarse.

5. Utilizzo razionale dei quantitativi d’acqua disponibili: Questo può includere l'implementazione di politiche di risparmio idrico, come restrizioni sull'uso dell'acqua.

6.Piano di razionamento dell'acqua: Il piano prevede una serie di riduzioni della portata d'acqua comprese tra il 10% e il 45%. La percentuale varia a seconda degli acquedotti che alimentano i rispettivi serbatoi comunali.

Inoltre, sono state emesse ordinanze che impongono l'adozione del "Vademecum di azioni e buone pratiche per il risparmio idrico potabile", da divulgare tramite i sindaci delle province coinvolte. Tra i divieti imposti dall'ordinanza commissariale, l'innaffiatura notturna delle piante per il risparmio idrico, l'uso non consentito dell'acqua potabile per il lavaggio dei veicoli privati, e il divieto di utilizzare tale risorsa per il lavaggio di aree esterne e per l'alimentazione di fontane ornamentali e piscine.

Queste misure rappresentano un tentativo di gestire la crisi idrica in modo efficace e sostenibile. Tuttavia, la situazione rimane critica e richiede ulteriori sforzi e innovazioni per garantire un approvvigionamento idrico adeguato per tutti gli abitanti della Sicilia.

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